Fantascienza, il XXI secolo (8):
nel paese del Gattopardo

Ottava parte di una mappa della letteratura sci-fi del ventunesimo secolo. Autori nuovi e maestri del genere alle prese con il nuovo Millennio, tra rivisitazioni di temi storici ed esplorazioni inedite.

Ottava parte di una mappa della letteratura sci-fi del ventunesimo secolo. Autori nuovi e maestri del genere alle prese con il nuovo Millennio, tra rivisitazioni di temi storici ed esplorazioni inedite.


Ci eravamo lasciati la volta scorsa al termine di un giro del mondo attraverso le opere di autori provenienti dai sei continenti. Riprendiamo da lì, provando a rispondere a una curiosità che potrebbe suscitare l’interesse dei lettori, concedendoci un approfondimento su quella che è una scena invisibile ai più, ma non per questo necessariamente priva di proposte valide.

E la fantascienza italiana?
In effetti, anche nel nostro paese la fantascienza è viva e lotta insieme a noi. Anzi, per certi versi potremmo dire che in queste prime due decadi e mezze del XXI secolo abbia goduto di spazi e di visibilità con pochi precedenti. È vero, il mercato delle riviste è in crisi e non torneranno più i gloriosi anni Settanta, con le cinquantamila copie stampate di ogni romanzo di Urania della gestione Fruttero e Lucentini (ma anche con i romanzi sforbiciati e riscritti all’uopo per adattarsi a quello che il Fantastico Duo pensava dovesse essere il gusto del lettore italiano, oltre che per esigenze di paginazione dei fascicoli da edicola), tuttavia il premio Urania varato da Gianni Montanari nel 1989, l’apertura agli italiani sancita sotto la curatela di Giuseppe Lippi anche al di fuori del premio, e l’attenzione degli ultimi editor che hanno gestito le collane Mondadori da edicola, Sergio Altieri prima e dopo di lui Franco Forte fino ai giorni nostri, ha permesso ad almeno tre generazioni di autori di accedere a tirature che sarebbero state altrimenti impensabili per uno scrittore italiano di fantascienza. Ancora adesso che di Urania vengono vendute presumibilmente tra le cinque e le settemila copie al mese (non esistono purtroppo dati ufficiali a riguardo), i romanzi che ospita sono di gran lunga i libri di fantascienza più venduti in Italia.
Inoltre, non dobbiamo dimenticare che grazie alla rete a partire dalla fine degli anni Novanta gli autori hanno trovato sbocchi per i loro racconti sulle testate online: alcune, come Fantascienza.com e Delos, attive ancora adesso; altre, come Intercom Science Fiction Station e Next-Station.org, ancora on-line benché in stato di ibernazione; altre ancora (e se ne contano decine) perdute nel tempo, come lacrime nella pioggia. A queste si affiancano le riviste cartacee, e se la storica Futuro Europa curata da Lino Aldani ha cessato le pubblicazioni con il numero 50, alla morte del suo fondatore, e il tentativo di riportare in vita la pur ottima Quasar, fondata nel 1986 da Antonio Bellomi, si è arenato dopo un paio di numeri, altre testate continuano a esplorare lo sconfinato potenziale dell’immaginazione. Pensiamo alla rivista per eccellenza della fantascienza italiana, Robot, che dopo 40 numeri pubblicati alla fine degli anni Settanta è stata riportata in vita da Vittorio Curtoni nel 2003 sotto il marchio Solid (ora Delos Digital): il fondatore la ha diretta a sua volta fino alla sua prematura scomparsa avvenuta nel 2011, quando la cura è passata all’editore Silvio Sosio, con cui ha da poco tagliato lo storico traguardo del numero 100. Ma non dimentichiamo Nova SF* di Ugo Malaguti e, tra le fanzine, Fondazione SF Magazine, fondata da Claudio Chillemi ed Enrico Di Stefano nel 2001 e tuttora in attività (e fiera vincitrice di premi Italia). Ma non mancano i semi germogliati di recente, come Specularia, che pubblica regolarmente racconti e saggistica sia sul web che in fascicoli cartacei.

Maestri italiani del genere 1 : Valerio Evangelisti
Quanto alle opere, è doveroso partire dai maestri del genere, e purtroppo i primi nomi che andremo a incontrare sono di giganti che ci hanno prematuramente lasciati. Valerio Evangelisti (1952-2022), dopo aver raggiunto la notorietà con il premio Urania Nicolas Eymerich, inquisitore (1994), in questi anni ha proseguito e concluso la saga che ne è scaturita, con i romanzi Il castello di Eymerich (2001), Mater Terribilis (2002), La luce di Orione (2007), Rex Tremendae Maiestatis (2010) e, dopo una pausa di alcuni anni, il dittico Eymerich risorge (2017) e Il fantasma di Eymerich (2018). Accanto a romanzi storici, noir e di avventura, ha inoltre completato il ciclo di Pantera, originato dai racconti di Metallo urlante (1998), con i romanzi Black Flag (2002) e Antracite (2003), che fondono panorami western e suggestioni horror e weird, con incursioni in un futuro decadente e violento. Nel 2023 è stata pubblicata postuma, con la cura di Franco Forte, La fredda guerra dei mondi. Romanzi brevi e racconti ritrovati, una raccolta di materiali editi e inediti usciti dalla penna del grande autore bolognese.

Maestri italiani del genere 2:Sergio “Alan D.” Altieri
Qualche anno prima di lui ci aveva lasciati Sergio “Alan D.” Altieri (1952-2017), già sceneggiatore, traduttore e curatore, che molto aveva contribuito con Lippi al lancio degli autori italiani in Urania e nelle collane sorelle, e che dopo l’epopea di Magdeburg (2005-2007), a metà strada tra dark fantasy e romanzo storico, e la pubblicazione in cinque volumi per TEA di tutta la sua narrativa breve (2008-2012), aveva da poco intrapreso la pubblicazione di una nuova serie di romanzi. Con Juggernaut (2013) e Magellan (2017) aveva proiettato i lettori in un mondo post-apocalittico in cui la Terra aveva ormai esaurito le sue risorse e le megacorporazioni erano costrette a rivolgere le loro mire predatorie verso lo spazio profondo, dove i mercenari alle dipendenze del loro braccio armato avrebbero trovato nemici non meno feroci di loro ad attenderli. Il ciclo di Terminal War si è arricchito dopo la sua morte di un terzo romanzo, Maelstrom (2021), e rappresenta il lascito più prezioso che il maestro italiano del techno-thriller poteva lasciarci in dono.

L’essenza del futuro e altre Muse
Non meno influente dei due titani sopra citati è stato il già menzionato Vittorio Curtoni (1949-2011): traduttore, curatore di riviste (la citata Robot, che abbiamo ripetutamente incontrato, e continueremo a incontrare, in questa nostra rassegna) e collane (Galassia per l’editore La Tribuna di Piacenza), ma anche scrittore sopraffino, che nel 2001 e nel 2011 ha raccolto racconti e romanzi brevi editi e inediti nelle antologie Ciao futuro (per Urania) e Bianco su nero (per Delos Books). Come lui ha attraversato praticamente tutta la storia del genere nel nostro paese anche Vittorio Catani (1940-2020), autore di quello che possiamo considerare come il più ambizioso, se non proprio il più importante, romanzo di fantascienza scritto in Italia: Il quinto principio (Urania, 2009) è il coronamento di una carriera trascorsa a coniugare in una sintesi sempre funzionale critica politica e sensibilità scientifica, attenzione sociologica e speculazione filosofica (cfr. Proietti, 2011), come dimostrano anche i racconti selezionati per la fondamentale raccolta della sua narrativa breve, emblematicamente intitolata L’essenza del futuro (2007).
In questi anni, dalle pagine di Urania hanno inoltre avuto la possibilità di arrivare al grande pubblico dei lettori di fantascienza autori che frequentavano la scena del fandom fin dagli anni Ottanta e Novanta: Lanfranco Fabriani (1959) con Lungo i vicoli del tempo (2002) e Nelle nebbie del tempo (2005), i primi due titoli della sua brillante serie dedicata all’agente Mariani dell’Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano e alla sua collega Marina Savoldi, a cui hanno fatto seguito per Delos Digital la raccolta I quadrivi del tempo e dello spazio nel 2011, il terzo e conclusivo romanzo del ciclo Il lastrico del tempo (2020) e un romanzo prequel, L’alba del tempo (2024); Dario Tonani (1959), che dopo il successo del non-premio Urania Infect@ (2007), seguito a stretto giro da Toxic@ (2011), ha continuato a cimentarsi nelle contaminazioni noir, thriller e cyberpunk con il dittico di novelle raccolte nel volume L’algoritmo bianco (2009), per poi vincere il premio Robot con il racconto Sabbia rossa (2013), continuare a esplorare le letali lande deserte dei suoi scenari post-apocalittici nel planetary romance nell’acclamata saga di Mondo9 (quattro volumi tra il 2012 e il 2022, tradotti anche all’estero) e rivolgersi infine a una personale commistione di cli-fi e New Weird con Il trentunesimo giorno (2023); Alberto Cola (1967), insuperabile nell’arte della narrativa breve, dentro e fuori dai confini nazionali, come dimostrano i premi in bacheca e i racconti riuniti in Mekong (per Delos Books, 2011), ma in grado di eccellere anche sulla lunghezza del romanzo, con il premio Urania conquistato da Lazarus (2010) che è andato a pareggiare il successo di Ultima pelle (2009) nel premio Kipple.

Hanno bissato il premio Urania Francesco Grasso (1966) con 2038: la rivolta (2000) che ha eguagliato il romanzo d’esordio Ai due lati del muro (1992), Donato Altomare (1951), autore molto prolifico che annovera almeno altri due titoli di grande spessore nella sua produzione (Il fuoco e il silenzio e Sinfonia per l’imperatore), con Mater Maxima (2001) e Il dono di Svet (2008), Alberto Costantini (1953) con i mondi alternativi di Terre accanto (2003) e Stella cadente (2006). Aveva già pubblicato con la Nord romanzi di fantascienza tecnologica ed esplorazione spaziale Paolo Aresi (1958), che vince il premio Urania con Oltre il pianeta del vento (2004) ed esce nuovamente nel 2011 con Korolev, omaggio alla storia della fantascienza e alla figura chiave dell’astronautica sovietica, di cui scriverà due seguiti per Delos Digital, Korolev. La luce di Eris (2019) e La stella rossa di Korolev (2021); altro esponente dell’hard science fiction italiana è Piero Schiavo Campo (1951), anche lui bi-vincitore del premio, con il mystery L’uomo a un grado kelvin (2013) e con la scorribanda interstellare Il sigillo del serpente piumato (2017), nonché premio Robot con il racconto La rotta verso il margine del tempo (2017). Come lui, vanta in bacheca i due più ambiti premi della fantascienza italiana anche Lukha B. Kremo (1970), nella fattispecie con Pulphagus® – Fango dei cieli (premio Urania 2015) e con i racconti Invertito (premio Robot 2018) e Incommunicado (premio Robot 2022), che sono solo le punte dell’iceberg di una produzione che spazia da romanzi di ispirazione New Wave, cyberpunk e catastrofica (Il Grande Tritacarne, Gli occhi dell’Anti-Dio e Trans-Human Express), agli Inframondi dell’omonima trilogia (2016-2017), passando per il fanta-thriller di Quantum Cluster (2024).
Kremo è anche un connettivista, che collabora regolarmente e ha curato diverse antologie con Sandro Battisti (1965), altro vincitore del premio con L’impero restaurato (come il precedente Olonomico, del 2012, e il successivo Punico, del 2022, ennesimo tassello di un’ambiziosa saga volta a ricreare l’Impero Romano su una scala galattica millenaria, descrivendone le interazioni con la nostra storia passata, presente e futura), ex-aequo nel 2014 con Bloodbuster di Francesco Verso (1973), che con questo romanzo bissava il successo di e-Doll (2009), e aggiungeva un altro riconoscimento al premio Odissea Livido (2013), che in seguito è stato anche tradotto con ottimi riscontri per il mercato australiano e per quello USA.

Apriamo e chiudiamo una rapida parentesi, visto che li abbiamo menzionati, per spendere due parole sui connettivisti. Ufficialmente venutosi a formare la notte del solstizio 2004, con un manifesto che omaggiava la storia del genere, riconosceva l’ascendenza nobile di Valerio Evangelisti sulla sua ispirazione originale e indicava le possibili traiettorie da seguire per i suoi esiti futuri, il movimento connettivista rappresenta la prima esperienza di questo tipo tentata in Italia: un gruppo di autori che mettono insieme le forze per provare a esplorare l’immaginario fantascientifico e fantastico tout court, ognuno conservando il proprio specifico punto di vista, ma senza temere di confrontarsi con il futuro mettendo in opera una sintesi di cultura scientifica e umanistica, prediligendo di volta in volta l’estrapolazione tecnologica o l’indagine sociologica, la speculazione scientifica o l’avanguardia artistica (cfr. Battisti e De Matteo 2009). Perché i futuri sono per definizione possibili e quindi plurali, e non è sufficiente un solo punto di vista per provare ad abbracciarli tutti. Sulle orme dei connettivisti, nel corso dei due decenni successivi, altre esperienze analoghe sono state elaborate, con collettivi di giovani scrittori e movimenti di ispirazione steampunk o solarpunk, che menzioneremo ancora più avanti.
Tornando a Urania, aveva vinto il premio nel 1994 con Miraggi di silicio Massimo Pietroselli (1964), che nel 2004 torna alla fantascienza con L’undicesima frattonube, intrigante storia su una misteriosa nuova forma di coscienza che prende forma dalla rete ma che si dimostra ben presto capace di produrre inspiegabili manifestazioni frattali nel mondo fisico. Tra gli autori che vengono lanciati dal premio negli ultimi anni contiamo Maico Morellini (1977), con Il re nero (2011), a cui fa seguito La città dei dissonanti (2022) per Delos Digital, mentre esce sempre in Urania il postapocalittico La terza memoria (2016); Morellini si cimenta anche nella produzione seriale di storie accomunate dalla stessa cornice, costruendo la sofisticata space opera che originerà il ciclo dei Necronauti (2019-2021), e collaborerà su Progetto Gemini (2016) con Glauco De Bona (1973-2017), premio Urania 2013 per Cuori spezzati; Alessandro Forlani (1972), con I senza-tempo (2011), a cui fanno seguito numerosi altri titoli per altre case editrici e in autoproduzione, spaziando dall’ucronia al weird, senza tralasciare la metanarriva; Claudio Vastano, che dopo aver vinto l’edizione 2017 con I simbionti, si conferma pubblicando su Urania la trilogia delle Costellazioni, già opzionata anche per un adattamento cinetelevisivo, con Aquarius (2021), Scorpius (2024) e Sagittarius (annunciato per il 2025); Francesca Cavallero (1982), con Le ombre di Morjegrad (2019), a cui è seguito Il sangue delle madri (2022).

Davide Del Popolo Riolo (1968), Franci Conforti (1957) ed Elena Di Fazio (1983) arrivano al premio Urania dopo avere già collezionato altri riconoscimenti: Del Popolo aggiunge al premio Odissea 2014 e al premio Kipple 2015, rispettivamente con i romanzi De Bello Alieno e Non ci sono dei oltre il tempo, che riprendono in chiave ucronico-fantascientifica la figura di Giulio Cesare, ben due premi Urania con Il pugno dell’uomo (2020) e Per le ceneri dei padri (2023), ma degni di nota sono anche il suo Ubermensch ucronico (2019) e la novella La mediatrice (2016); tra le penne più originali e costanti, Conforti vince il premio Odissea nel 2016 con Spettri e altre vittime di mia cugina Matilde, si riconferma nel 2020 con Eden, e nel frattempo si aggiudica il premio Kipple con Carnivori (2017), per poi imporsi nel 2021 anche al premio Urania con Spine; infine Di Fazio (1983) vince l’Odissea nel 2017 con Ucronia e l’Urania nel 2020 con Resurrezione. Altra scrittrice pluripremiata è Linda De Santi (1985), che inaugura nel 2017 l’albo d’oro dei vincitori del premio Urania Short, dedicato al miglior racconto di fantascienza, con Saltare avanti, vince il premio Robot l’anno successivo con Cornucopia e raccoglie nel 2024 i suoi racconti a tema fantastico/fantascientifico di ambiente lavorativo nel volume Giorni al neon (Prospero Editore).
Non hanno vinto il premio Urania ma i loro sforzi sono stati comunque premiati dalla collana anche due coppie di autori, a dimostrazione che le buone idee possono essere sviluppate con efficacia e credibilità anche in forme collaborative: il volume Un impero per l’inferno (Millemondi 2010) riunisce Italo Bonera e Paolo Frusca con una delle migliorie ucronie della nostra letteratura, Ph0xGen!, in seguito più volte ristampato, e Stefano Carducci e Alessandro Fambrini, un sodalizio attivo anche nella saggistica, con il loro metanarrativo Ascensore per l’ignoto. Oltre che singolarmente (Bonera con il romanzo Io non sono come voi, Fambrini con i racconti incentrati sulla figura dell’ispettore Jorgensen e la novelette intitolata Perimeni, antologizzati con il meglio della sua narrativa breve nel volume Le strade che non esistono), queste coppie hanno prodotto diversi altri titoli: Cielo e ferro (2014) prosegue la collaborazione tra Bonera e Frusca in un’interessante raccolta di racconti che vanno a comporre il quadro crudo e brutale di una distopica storia futura, mentre Carducci e Fambrini con La breve estate della follia (2017) seguono un’indagine poliziesca in un’Italia decadente del futuro. Un altro non-vincitore del premio, ma che ha trovato uno sbocco editoriale con merito, è Uomo, spy-thriller fantascientifico di Marco Minicangeli, pubblicato da Segretissimo nel 2010.

Tra le autrici non ancora citate, occorre segnalare Enrica Zunic con le sue storie di impegno civile e resistenza, Nessuna giustificazione (2002); Anna Feruglio Dal Dan con Senza un cemento di sangue (2017), space opera cruda e visionaria; Elisabetta Vernier con l’action cyberpunk Clipart (2004); Clelia Farris (1967) con i romanzi Rupes Recta (premio Fantascienza.com 2004), Nessun uomo è mio fratello (premio Odissea 2009), il dittico La pesatura dell’anima (premio Kipple 2010) e La giustizia di Iside (2012), e il recente I vegumani, che volge la climate fiction in utopia solarpunk; anche il premio Urania Nicoletta Vallorani, a lungo rivoltasi al poliziesco dopo il noir futuristico Eva (2002), è tornata a dedicarsi anche alla fantascienza scritta con Avrai i miei occhi (2020) e Noi siamo campo di battaglia (2022).
Mauro Antonio Miglieruolo (1942), già autore di uno degli apici della fantascienza italiana (Come ladro di notte, del 1972), ha raccolto nel 2006 i suoi racconti migliori nell’antologia Assurdo virtuale, e ripubblicato il suo romanzo d’esordio Oniricon nel volume La bottega dell’inquietudine (2008), che ospita anche due romanzi brevi inediti, movimenti che anticipano l’uscita di Memorie di massima sicurezza (2017), romanzo duro e violento sul supplizio che una futura società alienata e opprimente impone a un uomo accusato di un delitto che nemmeno ricorda. Da segnalare anche un’apprezzata antologia di racconti di Antonino Fazio (1947), CyClone (2005), e – per il momento – l’ultimo romanzo di Renato Pestriniero (1933), Settantacinque Long Tons (2002), insieme a un’antologia dei suoi migliori racconti scritti tra il 1958 e il 1980, C’era una volta la luna (2005). Altro veterano, Livio Horrakh (1946), amante di una letteratura sperimentale avanguardista, dopo i primi passi mossi negli anni Settanta ispirandosi alla New Wave e alla letteratura Beat ci ha regalato in questo nuovo secolo due brillanti incursioni nel tempo, in un futuro minacciato dalla Terza Guerra Mondiale (con la novella Il Buddha dell’era oscura, apparsa sul numero 41 di Robot, il primo del nuovo corso) e in un passato alternativo, con il fantathriller ucronico Memphis all’infinito (2017).
Giovanni Burgio (1961) è un autore molto sensibile alle implicazioni narrative delle biotecnologie e nei suoi racconti spesso sconfina nei territori contigui dell’horror, del thriller o della spy story, come dimostra anche il premio Odissea Infezione genomica (2010); altro autore interessato alla componente scientifica e tecnologica è Nino Martino, con il trittico Errore di prospettiva (2017), Irene (2020), Blu è il colore del tempo (2021). Tra ucronia e distopia si muove Giampietro Stocco (1961), di cui ricordiamo il thriller contaminato con la spy fiction di Dalle mie ceneri (2008). Giovanna Repetto ha vinto il premio Kipple Short 2017 con La legge della penombra e il premio Odissea 2022 con L’arte di non muoversi. Premio Odissea che nel 2018 era andato a Futuro invisibile, di Emanuele Boccianti e Luca Persiani, con l’indagine sulla misteriosa sparizione di una città a sud di Roma che torna centrale anche nel seguito, Panthalassa (2024). Claudio Chillemi ed Enrico Di Stefano hanno prodotto numerosi racconti e romanzi: di Chillemi (1964) ricordiamo la trilogia della Kronos, tra ucronia, viaggi nel tempo e universi paralleli, oltre alle collaborazioni con Paul Di Filippo (raccolte in volume da Delos Digital con Dieselpunk, 2023), mentre Di Stefano si segnala per L’ultimo volo di Guynemer (2011).

Francesco Troccoli (1968) si è ispirato a Ursula K. Le Guin per la sua saga dell’Universo Senza Sonno, tre romanzi usciti tra il 2012 e il 2016 (Ferro Sette, Falsi Dei e Mondi senza tempo) e alcuni lavori più brevi a completare il suo ambizioso affresco cosmico (Hypnos, La repubblica dei sogni). Si muove tra western e steampunk, con una strizzatina d’occhio a Christopher Priest e a Philip Reeve, la saga di Alain Voudì (1963, anche premio Robot nel 2019 con “Il prezzo del sangue”) dedicata a Trainville, e raccolta da Delos Digital in due volumi. E sempre di ispirazione steampunk ricordiamo il dittico di Alessio Brugnoli Il canto oscuro e Lithica, vincitori entrambi del premio Kipple, nel 2011 e nel 2014.
Altri vincitori del premio Kipple sono stati L’era della dissonanza di Matteo Barbieri nel 2013, Black Blade di Marco Milani nel 2014, e nel racconto Nella luce di Francesca Fichera (la collaboratrice di Quaderni d’Altri tempi che ci ha purtroppo lasciato nel 2019), nel 2015, Cronotopo di Raul Cianella nel 2018 e Scarti di Roberto Bommarito nel 2011 (anche premio Robot due anni dopo con Vivi). Ha vinto invece sia il premio Robot con Hidden nel 2009 che il premio Odissea con Onda omologica nel 2023 Luigi Rinaldi (classe 1967). Mentre con il distopico Le leggi dell’ordine etico si è recentemente dedicato alla fantascienza Maurizio Cometto (1971), già apprezzato antologista e raffinato autore in ambito fantastico tout court, con il ciclo Il libro delle anime (2021-2022) e i racconti di Magniverne.
Andrea Viscusi (1986), autore di pregevoli racconti (parzialmente antologizzati nei volumi Spore e Il lettore universale), ha pubblicato Dimenticami Trovami Sognami (2015) e Sinfonia per theremin e merli (2021). Per Zona 42 sono usciti gli ultimi romanzi di Alessandro Vietti (che si era già distinto negli anni Novanta con i romanzi Cyberworld e Il codice dell’invasore, pubblicati dalla Nord e recentemente ripubblicati da Delos Digital), tra i quali il caso editoriale Real Mars (2016) e l’ambizioso Cosmopedia (2023). Dallo stesso catalogo peschiamo gli ultimi tre nomi di questa rassegna: Elisa Emiliani (1986) con il distopico Cenere (2019), un memorabile racconto di resistenza, Silvia Tebaldi (già autrice di Vuoto centrale, 2008) con le novelle Quattro lune di Giove al Capo delle Volte (2021) e Il lettore dell’acqua (2023), ed Elena Giorgiana Mirabelli (autrice di Configurazione Tundra nel 2020) con Maizo (2021).

Fantascienza nel paese del Gattopardo
Sembra paradossale che in un paese come l’Italia, legato alle tradizioni e a un’immagine edulcorata del suo passato, di fatto un simulacro in cui possiamo far convivere tutto e il contrario di tutto a seconda delle convenienze stagionali, sia fiorito un numero così importante di autori e autrici rivolti a quella che per definizione dovrebbe (o potrebbe) essere la letteratura del futuro. Ma dopotutto non dobbiamo dimenticare che “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”, come sentenzia Tancredi nel Gattopardo (1958) di Tomasi di Lampedusa. Quindi non deve stupire che numerosi altri sarebbero gli autori e le autrici da menzionare, a testimonianza di una scena probabilmente mai così vitale come in questi ultimi anni, ma lo spazio è tiranno e dovremo necessariamente fare delle scelte, rimandando il lettore  alle numerose antologie uscite in questi anni (indicate in Letture, ndr)
Fin qui abbiamo citato opere pubblicate nei circuiti dell’editoria di settore, ma si nutrono di immaginario fantascientifico anche i lavori di autori e autrici che non vengono tipicamente incasellati sotto la famigerata etichetta.

Alcuni illustri “fuori sede”
È il caso, per esempio, del già citato Tullio Avoledo (1957), che già a partire dal suo straordinario esordio con L’elenco telefonico di Atlantide (2003) stabilisce un’originalissima impostazione per la sua opera (cfr. Tonelli 2011), fondendo fantascienza e thriller in storie capaci di scrutare nella vita intima dei personaggi e allo stesso tempo di delineare affreschi storici complessi, che si tratti del nostro futuro (L’anno dei dodici inverni, Breve storia di lunghi tradimenti, Furland®) o di qualche ucronia più o meno riconoscibile nel nostro presente, futuro prossimo o recente passato (Mare di Bering, Lo stato dell’unione, La ragazza di Vajont); di Tommaso Pincio (1963), reduce dall’impresa della ritraduzione di Neuromante nel 2023, che molte delle sue letture fantascientifiche lascia filtrare fin dai primi lavori, M. (1996) e Lo spazio sfinito (2000), in cui l’immaginario di Philip K. Dick irrompe nella narrazione creando un senso di straniamento nel primo caso lisergico e quasi burroughsiano, nel secondo surreale, rarefatto e permeato da un senso ineluttabile di nostalgia per un futuro trasognato che non si è purtroppo compiuto, proseguendo su una direttrice postmoderna, che lo porterà nuovamente a sfiorare territori fantascientifici in Cinacittà. Memorie del mio delitto efferato (2010); del collettivo Wu Ming, che congiuntamente (come accade negli ultimi due romanzi, Proletkult e UFO 78) o singolarmente (in particolare Wu Ming 5, prima con l’ucronico Havana Glam e poi con il distopico Free Karma Food), ha intercettato le coordinate dell’immaginario fantascientifico a più riprese; di Kai Zen, che sulle orme di Wu Ming ma con una più che apprezzabile leggerezza di eredità calviniana, partendo dall’omaggio apocrifo all’inquisitore di Evangelisti (La potenza di Eymerich), si spinge verso le regioni del New Weird (La strategia dell’ariete, 2007) e del thriller ecologico (Delta Blues, 2010); o ancora di Laura Pugno (1970), poetessa e traduttrice, con il suo sorprendente romanzo d’esordio, Sirene (2007), che descrive l’ascesa di una nuova specie ibrida forse destinata a soppiantare l’umanità, in un futuro prossimo che ha già un piede nella catastrofe climatica.
In History (2017) Giuseppe Genna cede a una tentazione analoga per tracciare la mutazione antropologica e psicologica dell’uomo contemporaneo in qualcosa di nuovo, servendosi come dispositivo narrativo dell’intelligenza artificiale, ormai Sacro Graal dell’immaginario fantascientifico postmoderno. Il cambiamento climatico non risparmia nessuno e mette in moto anche gli eventi narrati da Bruno Arpaia (già autore nel 2011 del fantathriller L’energia del vuoto) in Qualcosa, là fuori (2016), a partire dal progressivo inasprirsi di eventi meteorologici estremi che porteranno nel giro di mezzo secolo alla desertificazione delle zone temperate: l’ultima speranza per i sopravvissuti del 2078 è rappresentata dalle zone prossime al Circolo Polare Artico, verso cui il protagonista si muoverà insieme a migliaia di altri profughi ambientali in cerca di un ultimo approdo in cui perpetuare la civiltà. Mentre un affresco ucronico è quello che traccia Enrico Brizzi nella sua acclamata Epopea Fantastorica Italiana, composta dal romanzo L’inattesa piega degli eventi (2008) e dai suoi due prequel, La nostra guerra (2009) e Lorenzo Pellegrini e le donne (2012), a partire dal felice spunto di un giornalista sportivo bolognese che nel 1960, alla vigilia delle Olimpiadi di Roma, viene inviato a seguire le partite di calcio della Serie Africa, a cui partecipano le squadre delle colonie italiane nel Corno d’Africa, in un mondo che ha visto il regime di Mussolini sopravvivere alla Seconda Guerra Mondiale ripudiando l’intesa con il Terzo Reich. Sono solo alcuni titoli, e la nostra è una ricognizione certamente parziale, ma crediamo nondimeno che anche questa attenzione all’immaginario fantascientifico, visto un po’ come un rifugio e una riserva di temi e dispositivi narrativi a cui ricorrere per indagare con efficacia l’orizzonte del nostro presente, risulti rappresentativa dello stato di salute di cui gode il genere nel nostro paese.

(continua)

Letture

  • Autori vari, Altri futuri, a cura di Carmine Treanni, Delos Digital, Milano, 2019.
  • Autori vari, Ambigue utopie, a cura di Gian Filippo Pizzo, Bietti, Milano, 2010.
  • Autori vari, Archeologie del basso futuro, a cura di Franco Ricciardiello, Delos Digital, Milano, 2022.
  • Autori vari, Assalto al sole, a cura di Franco Ricciardiello, Delos Digital, Milano, 2020.
  • Autori vari, Atterraggio in Italia, a cura di Linda De Santi e Simonetta Olivo, Delos Digital, Milano, 2019.
  • Autori vari, Coloni dell’universo, a cura di Franco Forte, Mondadori, Milano, 2023.
  • Autori vari, Continuum Hopper. Racconti fantastici sull’arte, a cura di Roberto Chiavini, Luca Ortino e Gian Filippo Pizzo, Edizioni Della Vigna, Milano, 2016.
  • Autori vari, Cronache dell’Armageddon. 20 autori per Alan D. Altieri, a cura di Giovanni De Matteo e Alessio Lazzati, Kipple Officina Libraria, Genova, 2020.
  • Autori vari, Distòpia, a cura di Franco Forte, Mondadori, Milano, 2020.
  • Autori vari, Fanta-scienza, a cura di Marco Passarello, Delos Digital, Milano, 2019.
  • Autori vari, Fanta-scienza 2, a cura di Marco Passarello, Delos Digital, Milano, 2022.
  • Autori vari, Frammenti di una rosa quantica, a cura di Kukha B. Kremo, Kipple Officina Libraria, Genova, 2010.
  • Autori vari, Iperuranio, a cura di Andrea Tortoreto, Delos Digital, Milano, 2018.
  • Autori vari, Macchine, IA e Robot, a cura di Franco Forte, Mondadori, Milano, 2024.
  • Autori vari, Il manifesto del Connettivismo, Next-Station.org, 2004.
  • Autori vari, Materia oscura, a cura di Emanuela Valentini, Delos Digital, Milano, 2018.
  • Autori vari, Mondi paralleli, a cura di Carmine Treanni, Delos Digital, Milano, 2020.
  • Autori vari, Next-Stream. Lo Zar non è morto, a cura di Lukha B. Kremo e Domenico Gallo, Kipple Officina Libraria, Genova, 2020.
  • Autori vari, Next-Stream. Oltre il confine dei generi, a cura di Sandro Battisti, Giovanni De Matteo e Lukha B. Kremo, Kipple Officina Libraria, Genova, 2015.
  • Autori vari, Notturno alieno, a cura di Gian Filippo Pizzo, Bietti, Milano, 2011.
  • Autori vari, Nuove eterotopie, a cura di Sandro Battisti e Giovanni De Matteo, Delos Digital, 2017.
  • Autori vari, Oltre il reale, a cura di Carmine Treanni, Delos Digital, Milano, 2021.
  • Autori vari, L’orizzonte di Riemann. Antologia di fantascienza matematica, a cura di Antonio Bellomi e Luigi Petruzzelli, Edizioni Della Vigna, Milano, 2010.
  • Autori vari, Il prezzo del futuro, a cura di Gian Filippo Pizzo e Vittorio Catani, La Ponga Edizioni, Milano, 2015.
  • Autori vari, Primo contatto, a cura di Franco Forte Mondadori, Milano, 2022.
  • Autori vari, Segnali dal futuro, a cura di Francesco Verso e Roberto Paura, Future Fiction, Roma, 2016.
  • AA.VV., Sogni e rivoluzioni. Racconti ispirati agli ideali e alle epiche di Valerio Evangelisti, a cura di Emanuele Manco, Kipple Officina Libraria, Genova, 2023.
  • Autori vari, Solarpunk. Dalla disperazione alla strategia, a cura di Francesco Verso, Future Fiction, Roma, 2021.
  • Autori vari, Strani mondi, a cura di Franco Forte Mondadori, Milano, 2019.
  • Autori vari, Sul filo del rasoio. 2015-2118: crimini dell’Italia futura, a cura di Gianfranco de Turris, Mondadori, Milano, 2010.
  • Autori vari, Tempesta dal nulla, a cura di Luca Ortino e Carmine Treanni, Delos Digital, Milano, 2023.
  • Autori vari, Temponauti, a cura di Franco Forte Mondadori, Milano, 2021.
  • Autori vari, TINA. Storie della grande estinzione, a cura di Matteo Meschiari e Antonio Vena, Aguaplano Libri, Perugia, 2020.
  • v Universi smarriti, a cura di Carmine Treanni, Delos Digital, Milano, 2022.
  • Autori vari, La vittoria impossibile, a cura di Andrea Pelliccia, Delos Digital, Milano, 2018.
  • Autori vari, La Volontà trasgressiva. Seconda frontiera, a cura di Sandro Battisti, Kipple Officina Libraria, Genova, 2021.
  • Alan D. Altieri, Armageddon. Scorciatoie per l’Apocalisse, TEA, Milano, 2013.
  • Alan D. Altieri, Hellgate. Al confine dell’inferno, TEA, Milano, 2013.
  • Alan D. Altieri, Juggernaut. Terminal War, TEA, Milano, 2017.
  • Alan D. Altieri, Killzone. Autostrade della morte, TEA, Milano, 2010.
  • Alan D. Altieri, Maelstrom. Terminal War, TEA, Milano, 2021.
  • Alan D. Altieri, Magdeburg, Il demone, TEA, Milano, 2018.
  • Alan D. Altieri, Magdeburg, La furia, TEA, Milano, 2018.
  • Alan D. Altieri, Magdeburg, L’eretico, TEA, Milano, 2018.
  • Alan D. Altieri, Magellan. Terminal War, TEA, Milano, 2017.
  • Alan D. Altieri, Underworlds. Echi dal lato oscuro, TEA, Milano, 2011.
  • Alan D. Altieri, Warriors. Le nuove furie, TEA, Milano, 2012.
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  • Paolo Aresi, Il caso Korolev, Delos Digital, Milano, 2019.
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  • Paolo Aresi, Oltre il pianeta del vento, Delos Digital, Milano, 2016.
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  • Linda De Santi, Giorni al neon, Prospero Editore, Milano, 2024.
  • Elena Di Fazio, Resurrezione, Mondadori, Milano, 2021.
  • Elena Di Fazio, Ucronia, Delos Digital, Milano, 2024.
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  • Elisa Emiliani, Cenere, Zona 42, Modena, 2019.
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  • Valerio Evangelisti, Il castello di Eymerich, Mondadori, Milano, 2001.
  • Valerio Evangelisti, Eymerich risorge, Mondadori, Milano, 2017.
  • Valerio Evangelisti, Eymerich (Titan Edition). Vol. 1, Mondadori, Milano, 2019.
  • Valerio Evangelisti, Eymerich (Titan Edition). Vol. 2, Mondadori, Milano, 2019.
  • Valerio Evangelisti, Eymerich (Titan Edition). Vol. 3, Mondadori, Milano, 2019.
  • Valerio Evangelisti, Il fantasma di Eymerich, Mondadori, Milano, 2018.
  • Valerio Evangelisti, La fredda guerra dei mondi. Romanzi brevi e racconti ritrovati, Mondadori, Milano, 2023.
  • Valerio Evangelisti, La luce di Orione, Mondadori, Milano, 2007.
  • Valerio Evangelisti, Mater Terribilis, Mondadori, Milano, 2002.
  • Valerio Evangelisti, Metallo urlante, Mondadori, Milano, 2019.
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  • Lanfranco Fabriani, Il lastrico del tempo, Delos Digital, Milano, 2020.
  • Lanfranco Fabriani, Lungo i vicoli del tempo, Delos Digital, Milano, 2024.
  • Lanfranco Fabriani, Nelle nebbie del tempo, Delos Digital, Milano, 2015.
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  • Elisabetta Vernier, Clipart, Delos Digital, Milano, 2018.
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  • Andrea Viscusi, Dimenticami Trovami Sognami, Zona 42, Modena, 20215.
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  • Enrica Zunic, Nessuna giustificazione, Delos Digital, Milano, 2024.